BTX Bar apre a Napoli: special guest M¥SS KETA

BTX Bar Opening Napoli

Alternative

BTX Bar Italia, il primo “Botox Bar” italiano, inaugura il suo nuovo ambulatorio nel cuore di Napoli, a pochi passi da Via Toledo e dai Quartieri Spagnoli.
Uno spazio di oltre 400 mq dedicato agli studi medici e alla nuova BTX Academy, una scuola di alta formazione per operatori sanitari, destinata a diventare punto di riferimento nazionale per medici professionisti del settore.

L’opening party del 4 Giugno ha ospitato un evento nell’evento: la partecipazione di M¥SS KETA, con un dj set e una selezione di brani dedicati.

BTX Bar Napoli: medicina estetica, cultura pop, alta formazione e Patient care

L’obiettivo è chiaro: portare nel Sud Italia un nuovo modo di vivere la medicina estetica. Più inclusivo, contemporaneo e vicino alle persone. 

BTX Bar ha costruito la propria identità rompendo gli schemi tradizionali della medicina estetica di lusso per inserirla nella vita quotidiana delle persone: estetica pop, pagamenti rateizzati, linguaggio contemporaneo e una comunicazione ironica e dirompente convivono con protocolli medici avanzati e standard clinici elevati. 

Una filosofia che trova in Napoli il luogo ideale.

«Napoli è connessione, umanità, arte e contaminazione dal basso: il biglietto da visita ideale del nostro modo di fare medicina estetica fin dal giorno zero – spiega Flavio Ronzi, CEO di BTX Bar® Italia –  È il posto perfetto per consolidare il nostro brand e costruire lo standard e il futuro della formazione con la BTX Academy».

Il nuovo spazio di BTX Bar si sviluppa su due livelli:

  • un secondo piano riservato alla nuova BTX Academy nazionale, centro di alta formazione per medici professionisti del settore.
  • un intero piano dedicato agli ambulatori di medicina estetica e al servizio nazionale di Patient care, attivo 7/7 giorni.

L’evento nell’evento: il dj-set di M¥SS KETA

Special guest dell’evento di apertura M¥SS KETA, artista iconica e provocatoria della scena italiana dall’identità ignota, che è tornata per l’occasione a esibirsi a Napoli con un dj set-performance esclusivo.

Ad aprire la serata, la Show(Big) Girl Adriana Tedeschi con un opening-set del dj Alessandro Cocco, noto producer della scena Techno europea.

L’opening party si è confermato come uno degli eventi più attesi dell’inizio estate partenopeo con influencer, creator, artisti, medici e volti del panorama social e lifestyle intervenuti da tutta Italia in quanto membri attivi della “Pink Community” del BTX Bar.

L’ Academy

Il palazzo di via Bracco ospita la nuova BTX Academy, una scuola di alta formazione per operatori sanitari, destinata a diventare punto di riferimento nazionale per medici professionisti del settore.

«La missione del BTX Bar – racconta Camilla Di Pasquali, Founder e Medical Director – non è mai stata inseguire trend o canoni estetici imposti dall’esterno, ma valorizzare la personalità e i punti di forza di ciascun Paziente. È questa la linea guida operativa che ispirerà anche la formazione della BTX Academy riservata a medici ed operatori sanitari provenienti da tutta Italia».

Nel mese del Pride per confermare il sostegno alla comunità queer

L’apertura napoletana arriva inoltre nel mese del Pride, rafforzando il legame storico di BTX Bar con la comunità LGBTQIA+, che rappresenta una parte importante dei pazienti del network.

«BTX Bar – commenta Matteo Micucci, brand manager – è oggi l’unico ambulatorio medico in Italia ad aver introdotto una cartella clinica alias dedicata ai pazienti transgender e non binary, oltre a protocolli specifici a costi calmierati per alcune esigenze legate al percorso di affermazione di genere. Con Napoli apriamo un nuovo presidio di libertà e inclusione. Entrare in un BTX Bar significa avvicinarsi a uno spazio medico protetto, accogliente e dichiaratamente inclusivo».

BTX Bar apre a Napoli il 4 giugno il nuovo palazzo della medicina estetica pop con M¥SS KETA

BTX Bar apre a Napoli il 4 giugno 2026

BTX Bar Italia, il primo “Botox Bar” italiano, inaugura giovedì 4 giugno il suo nuovo ambulatorio nel cuore di Napoli, a pochi passi da Via Toledo e dai Quartieri Spagnoli.
Uno spazio di oltre 400 mq dedicato agli studi medici e alla nuova BTX Academy, una scuola di alta formazione per operatori sanitari, destinata a diventare punto di riferimento nazionale per medici professionisti del settore.

BTX Bar, che ha costruito la propria identità rompendo gli schemi tradizionali della medicina estetica di lusso, sceglie Napoli come sede elettiva per portare nel Sud Italia un nuovo modo di vivere la medicina estetica: più contemporaneo, trasparente, sicuro, inclusivo e accessibile, senza rinunciare a protocolli avanzati e standard clinici elevati.

Special guest della serata sarà M¥SS KETA, protagonista di un attesissimo ritorno a Napoli dopo oltre cinque anni di assenza, con un dj set e una selezione di brani dedicati.

L’opening party si preannuncia come uno degli eventi più attesi dell’inizio estate partenopeo con influencer, creator, artisti, medici e volti del panorama social e lifestyle italiano.

📍 Dettagli evento

Via Roberto Bracco 27-29, Napoli
Giovedì 4 giugno 2026
Ore 18:30 – 22:00

Cocktail di benvenuto • Tour esclusivo degli spazi • Dj set & live performance di M¥SS KETA • Welcome gift limited edition firmato BTX Bar

“BTX Caput Mundi”, la campagna multicanale di BTX Bar a Roma

La Primavera 2026 a Roma si tinge di rosa. Tra fine marzo e aprile, chi usufruirà dei servizi pubblici, ma anche chi passeggerà per le strade della Capitale, non potrà più ignorare BTX Bar – l’iconico brand che ha portato i Botox bar in Italia – lancia “BTX Caput Mundi”: la campagna di comunicazione multicanale pensata per portare la medicina estetica fuori dagli ambulatori e dentro la vita quotidiana dei romani.

Il concept creativo è tanto semplice quanto potente: far dialogare l’estetica monumentale della Roma antica con i nuovi codici della medicina estetica contemporanea.Nella bocca della Verità c’è una siringa, gli archi della fontana di Trevi ospitano colossali boccette di Botox®, la Creazione di Michelangelo celebra il gesto del medico estetico.
Con headline come: “In filler veritas”, “L’unico, l’eterno a Roma”, “Roma non è stata costruita in un giorno… Manco la mia faccia”.


Un linguaggio ironico, colto e pop insieme che trasforma il viaggio in metro e per la città della Grande Bellezza in una esperienza visiva nuova. Perché, fin dalla sua nascita nel 2021, BTX Bar propone  un nuovo modo di vivere la medicina estetica.

Dove vedere la campagna: metro, strada e digitale

Il cuore dell’iniziativa, grazie a un’attivazione di co-branding con Atac,  è il wrapping integrale di un vagone della metro A, la customizzazione di 1 milione di biglietti metrebus e la comunicazione su tutti canali ufficiali dell’azienda di mobilità capitolina. Ma il progetto si estende in modo capillare anche per strada su Totem LED (MUPI) digitali tra Barberini, Prati e via Veneto e su maxi affissioni Urban Vision.

Una strategia omnicanale pensata per massimizzare visibilità e frequenza, intercettando sia residenti, sia turisti nel cuore della Città Eterna.

Elemento chiave della campagna è l’integrazione con ATAC anche sul piano promozionale. Tutti i materiali comunicativi riportano infatti la dicitura: “Sconto riservato ai possessori di Metrebus Card”. Un incentivo concreto che trasforma la campagna di awareness del brand in un beneficio concreto per i residenti della Capitale che vogliono frequentare l’ambulatorio BTX Bar di via Sicilia 54, a pochi passi da Barberini.Con “BTX Caput Mundi”, BTX Bar sceglie Roma per consolidare la suamission urbi et orbi”: rendere la medicina estetica accessibile, contemporanea e parte della cultura pop nazionale. Puntando a ispirare anche l’immaginario internazionale che da sempre elegge Roma come crocevia ideale.
L’innovazione e la qualità dei trattamenti estetici con BTX Bar non sono più appannaggio della clinica di lusso, ma esperienza quotidiana, integrata nei luoghi della città e nel linguaggio delle persone.

BTX Cafè 4: “Io rompo” – Il beauty talk che trasforma la violenza di genere in consapevolezza e azione

Giovedì 27 novembre, negli spazi creativi delle IndustrieFluviali di Roma, BTX Cafè — il beauty talk del BTX Bar — ha portato in scena un episodio speciale e necessario: “Io rompo – Voci libere contro la violenza di genere”.
Un appuntamento che ha trasformato la conversazione sulla violenza sulle donne in un confronto autentico, plurale e coraggioso; unendo arte, empowerment e cultura come fronte comune per generare consapevolezza e cambiamento sociale.

Qui il video integrale della quarta puntata:

Arti, cultura ed empowerment: quando la bellezza diventa strumento di cambiamento

Il BTX Cafè conferma la sua missione: usare temi cari alla medicina estetica — cura di sé, identità, corpo — come porta d’ingresso per parlare di attualità, vita reale, società e sicurezza delle donne.

In partnership con DonnexStrada, associazione impegnata sul fronte della prevenzione, della tutela e del supporto di chi è vittima di violenza, il talk ha affrontato la violenza di genere da prospettive diverse. In scena artiste, professioniste, attiviste, performer ed educatrici, che ogni giorno operano sul campo per rompere pregiudizi e stereotipi e proporre buone pratiche per contrastare la violenza di genere.

Un parterre di donne protagoniste del cambiamento

Moderato come di consueto dalla giornalista Laura Bastianetto, il BTX Cafè 4 ha creato un clima di ascolto, confronto e profondità, dando spazio alle storie e alle visioni delle ospiti, emozionando e coinvolgendo attivamente il pubblico presente all’incontro gratuito.
Il risultato? Un racconto corale e dal respiro internazionale sul tema dell’identità, del ruolo e dei diritti del genere femminile che ha unito testimonianze, analisi dei dati, arti, medicina, diritti e cultura.

Le interviste di BTX Bar alle protagoniste della quarta puntata del BTX Cafè

Isabel Achaval – Giornalista e regista di Las Leonas

Con il suo documentario sulle donne migranti in Italia, Achaval ha portato all’attenzione la dimensione della dignità conquistata attraverso lo sport, la competizione sana e lo spirito di comunità.

Oggetto della discussione è stata anche l’altra sua docu-serie “Chi vuole parlare d’amore?” in cui due madri e registe – completamente all’oscuro della vita sentimentale e sessuale dei loro figli – hanno intervistato decine di adolescenti romani in un viaggio di scoperta tra generazioni, da sempre statutariamente non comunicanti.

«Tra i ragazzi abbiamo trovato il caos. Con un click hanno accesso a troppe informazioni, senza la padronanza di gestirle. L’impressione che abbiamo avuto – da adulti – è che i ragazzi abbiano paura dei sentimenti veri, dell’impegno, dell’amore. Anche gli amori tossici, lo stalkeraggio digitale, la dipendenza dalla pornografia vengono spesso pericolosamente normalizzati»

Irene De Cristofaro – Avvocata e legal advisor di DonnexStrada

L’avvocata e attivista di DonnexStarda ha riportato l’attenzione sulla distanza tra norme, statistica e vita reale, spiegando quanto sia urgente colmare il gender gap e rendere la sicurezza urbana e il supporto legale accessibili, rapidi e inclusivi per tutte e tutti.

«Parlando di dati, la violenza di genere può essere rappresentata come una specie di iceberg, la cui parte preponderante è proprio data da tutto ciò che è sommerso. Tutto quello che tu non puoi ancora registrare, che tu non puoi conoscere, che le persone non ti vogliono far conoscere, o non pensano di essere ancora in diritto o in dovere di farti conoscere. La totalità di questo iceberg è parte integrante della violenza di genere».

Lucero Velez Arrieta – Ballerina, attrice, imprenditrice culturale

Lucero Velez Arrieta ha raccontato il suo percorso di “donna empoderada” (emancipata) dal Messico all’Italia che, attraverso la danza e la recitazione, ha trovato il coraggio e la forza per conquistare finalmente la sua voce.

«Per me quel mondo – insieme alla famiglia a cui appartenevo – non era mio. Non potevo leggere libri, giocare a calcio, cantare, ballare o indossare una gonna più corta. Io invece volevo seguire il mio istinto e diventare qualcuno. Ma soprattutto volevo sentirmi amata. Fu per questo che decisi di venire in Italia.
Volevo un microfono. E me lo sono preso».

Letizia Nacci – Ballroom member

Attraverso la sua testimonianza ci ha portato nel mondo underground della ballroom culture, nata negli anni ’70 a New York, come spazio sicuro e di supporto – specialmente per gli afroamericani e i latini LGBTQ+ – offrendo un’alternativa alle famiglie biologiche che tendevano a rifiutarli.

L’intervento di Letizia conferma come anche una donna bianca e cisgender nel 2025 può avere la necessità di vivere la ballroom come spazio protetto di espressione e autodeterminazione.
Da danzatrice e futura psicoterapeuta, Letizia racconta:

«Il fatto di essere una donna con un corpo, semplicemente, porta di per se stesso dei connotati negativi. Il corpo femminile viene ancora troppo spesso oggettificato, stigmatizzato. La ballroom mi ha dato il potere di decidere io come far percepire il mio corpo e quindi la mia identità sessuale alle persone. Ed essere acclamata per questo e non impaurita o in colpa è una grandissima forma di terapia».

Valeria Perdonò – Attrice, autrice, co-founder di AMLETA

L’attrice ed attivista del collettivo Amleta – nato per denunciare abusi e violenze nel mondo dello spettacolo a discapito delle artiste donne – ha portato la prospettiva del mondo dello spettacolo, dove stereotipi, ruoli imposti e le discriminazioni sono ancora radicati. E condizionano l’immaginario collettivo.

Per cambiare la cultura è necessario cambiare le storie che raccontiamo.
«Vedere è potere. È importante domandarsi se i nostri desideri siano veramente liberi oppure se le narrazioni e le rappresentazioni non ci ingabbino in un’idea di noi che non è reale e non ci appartiene, andando a compromettere la nostra capacità di generare desiderio e di conseguenza di trasformare la realtà».

Giulietta Stirati – Professoressa di lettere al liceo Amaldi di Roma

In un momento in cui è acceso il dibattito sull’educazione sessuo-affettiva dei giovani, la Professoressa ha riportato il focus sulla scuola come primo presidio culturale. Si può fare “educazione sentimentale” anche nel liceo di una periferia difficile come Tor Bella Monaca, proponendo agli studenti dei “viaggi culturali” che vanno dai classici latini al cinema contemporaneo.

Attraverso le arti e la letteratura si può espandere il confine della conoscenza, ma anche toccare le coscienze e preparare un terreno fertile al confronto e alla crescita sana degli uomini e delle donne del futuro.

Le rivoluzioni si fanno anche attraverso la parola e il linguaggio:

«Attraverso il linguaggio noi donne abbiamo introiettato lo sguardo maschile. Occorre riconoscere che c’è una lingua che noi donne possiamo parlare e che però non abbiamo mai parlato, perché abbiamo sempre studiato e imparato la lingua degli uomini»

Camilla Di Pasquali – Medical Director & Founder BTX Bar

Camilla Di Pasquali ha riportato la discussione alla sua missione di chirurga plastica e medical director del BTX Bar: usare la cura di sé come forma di empowerment, mai come strumento di omologazione.

«Il pregiudizio regna sovrano anche nel mondo della medicina e della chirurgia. È un lavoro manuale, si fa con le mani, quindi una donna non lo sa fare. Ribaltare questi ed altri pregiudizi è il lavoro che facciamo anche al BTX Bar: vogliamo rovesciare lo stigma e far capire che la medicina estetica non è quella che ci hanno raccontato, quella degli eccessi. Il nostro messaggio è che vai bene come sei, da noi puoi venire esattamente come sei (in drag, cis o non binary). Il nostro compito è valorizzare quello che sei. Non quello che vorresti essere perché te l’hanno imposto»

Io rompo: episodio manifesto del BTX Bar

Questo quarto episodio del BTX Cafè ribadisce il suo valore di manifesto culturale per il BTX Bar. Rompendo il silenzio, attraverso una narrazione corale e il più possibile inclusiva, vuole rompere le narrazioni stereotipata della violenza di genere ma anche della bellezza.

BTX Bar conferma così il suo ruolo di laboratorio culturale contemporaneo, dove estetica e impegno sociale si incontrano, dando vita a conversazioni capaci di generare impatto reale nella comunità.