«Talvolta dire di no alle richieste dei miei pazienti è il miglior gesto di ascolto e di presa in carico che come medico possa fare», sottolinea Camilla Di Pasquali, chirurgo plastico e Medical Director di BTX Bar.
“NO” è la parola più difficile da pronunciare. Ma spesso è quella che ti salva la vita. È da questa consapevolezza che nasce “HO DETTO NO(i)”, la campagna social e culturale lanciata da BTX Bar per la Giornata Internazionale della Donna 2026, realizzata in collaborazione con l’associazione DonnexStrada.
Un progetto che parte da una domanda semplice e potentissima: qual è il “no” che ha cambiato la tua vita?
Attraverso un vox populi urbano, la campagna raccoglie le storie di persone che raccontano il momento in cui pronunciare quella parola – spesso difficile, a volte scomoda – ha segnato una svolta.
Dire “no” non è solo un rifiuto. È spesso un atto di autodeterminazione, un gesto di protezione verso se stessi, una scelta di libertà.
Un “no” può interrompere una relazione tossica, cambiare una traiettoria professionale, difendere il proprio spazio o il proprio corpo. Può ridisegnare un destino.
Ed è proprio su questa forza trasformativa che si costruisce la campagna “HO DETTO NO(i)”, che gioca su un doppio livello simbolico.
Da un lato il “NO” individuale, gesto personale di consapevolezza e coraggio. Dall’altro il “NO” collettivo, contenuto nella parola “NOI”, che rappresenta la forza di una comunità capace di cambiare il corso della storia quando decide di dire basta insieme.
Perché ogni rivoluzione – privata o sociale – inizia sempre pronunciando il monosillabo più potente: “no”.
Il vox populi di BTX Bar: storie di scelte che cambiano la vita
La campagna prende forma attraverso una serie di interviste spontanee per strada, in cui passanti di ogni età raccontano il momento in cui hanno trovato il coraggio di dire “no”.
C’è chi ha detto no a una relazione sbagliata, chi a un lavoro che non lo rendeva felice, chi alle aspettative degli altri.
Piccole rivoluzioni quotidiane che raccontano quanto quella parola – spesso percepita come negativa – possa diventare invece uno strumento di consapevolezza e di crescita.
Anche BTX Bar dice molti “NO”
Il messaggio della campagna si intreccia anche con la filosofia del BTX Bar.
Fin dalla sua nascita, BTX Bar ha costruito la propria identità proprio a partire da alcuni “no” radicali: quelli che hanno permesso di ripensare il modo di raccontare e praticare la medicina estetica.
«Dire no all’idea che la medicina estetica fosse sinonimo di lusso ci ha dato la vision e il coraggio di credere in un brand pop e realmente inclusivo come BTX Bar», spiega Matteo Micucci, Brand Manager e Founder di BTX Bar.
Un approccio che punta a rendere la medicina estetica più accessibile, trasparente e consapevole, lontana da stereotipi e modelli irraggiungibili. E al tempo stesso a proteggere da stigma e pregiudizio gli stessi Pazienti, promuovendo iniziative concrete di consapevolezza e di empowerment. La pluriennale collaborazione con DonnexStrada nasce proprio dalla scelta di rendere ogni ambulatorio un “punto viola”: un luogo sicuro per le persone, con medici e Patient care sensibilizzati e formati contro la violenza di genere.
Il “no” come gesto di cura nella medicina estetica
Anche nel rapporto medico-paziente, il “no” può diventare un gesto di responsabilità e ascolto.
Perché la medicina estetica più evoluta non è quella che asseconda ogni richiesta, ma quella che accompagna le persone verso scelte equilibrate, naturali e consapevoli.
NO(i) non solo l’8 marzo
Con “HO DETTO NO(i)”, BTX Bar e DonnexStrada vogliono lanciare un messaggio che va oltre la Giornata Internazionale della Donna.
Un invito a riscoprire il valore di quel monosillabo potentissimo che, quando pronunciato con consapevolezza, può diventare il primo passo verso il cambiamento.
Perché dentro ogni NO(i) c’è un “no” che protegge, libera e trasforma.
E quando quel “no” viene condiviso da una comunità, può diventare qualcosa di ancora più grande e rivoluzionario.
Questo San Valentino sempre più italiani hanno scelto un regalo differente: un trattamento di medicina estetica, pensato non per cambiare, ma per valorizzare e prevenire.
La domanda di trattamenti estetici è in costante crescita in tutte le fasce d’età, inclusi giovani e giovanissimi. Oggi il 40-45% delle procedure è richiesto da pazienti under 34, mentre il 35-40% riguarda persone tra i 35 e i 50 anni, a conferma di un approccio sempre più precoce e consapevole alla cura della pelle e dell’invecchiamento.
Il mercato resta a prevalenza femminile (oltre l’80% delle richieste), ma l’interesse maschile è in forte aumento: gli uomini non solo si avvicinano sempre di più alla medicina estetica, ma mostrano anche una spesa media superiore, segno di una domanda mirata e orientata a risultati efficaci e duraturi.
A trainare il settore non sono i trattamenti “trasformativi”, bensì quelli preventivi, rigenerativi e minimamente invasivi, capaci di migliorare la qualità cutanea e l’armonia del viso senza stravolgerne i tratti. In cima alle preferenze figurano i filler (59%) e la tossina botulinica (44%), sempre più inseriti in protocolli combinati che includono biostimolazione, stimolatori di collagene, tecnologie medicali non invasive e fili riassorbibili di nuova generazione.
Un trend che rende la medicina estetica anche un regalo simbolico: un gesto d’amore che parla di benessere, prevenzione e cura di sé.
Non è egoismo, è manutenzione emotiva
BTX Bar quest’anno celebra il mese dell’amore partendo da quello per se stessi, con la campagna “Non m’ama. M’amo”.
Nella sezione BTX in Love, per tutto il mese di Febbraio itrattamenti di medicina estetica più richiesti dai pazienti sono moltiplicati “per 2”: una collezione speciale per chi crede nell’amore… anche verso sé stessi. Botox per distendere il volto, filler a base di acido ialuronico per armonizzare labbra e proporzioni del viso, biostimolazione e skincare medicale di ultima generazione. Le procedure medico-estetiche sono pensate non per compiacere, ma per piacersi. Se il tuo partner non c’è o non ci arriva, il “love match” estetico puoi farlo con te stesso. E sei come tu ti vuoi.
Perché i fiori appassiscono. I gioielli finiranno in un cassetto. Le cene romantiche durano il tempo di una story su Instagram. Il vero lusso non è stupire qualcuno per una sera. È farlo stare bene nel tempo.
Undetectable Era: la nuova medicina estetica che valorizza senza stravolgere
Grazie all’evoluzione di tecniche, prodotti e di un approccio medico più etico orientato al benessere psico-fisico, la medicina estetica ha cambiato linguaggio.
È nata quella che gli addetti ai lavori definiscono Undetectable Era (era dell’impercettibile) che mira a risultati naturali, impercettibili e rigenerativi, abbandonando i ritocchi eccessivi per esaltare l’autenticità.
Una tendenza che sta attraendo anche molti uomini, che cercano ritocchi che non stravolgano il viso, ma che rinfreschino l’aspetto. I trattamenti più richiesti mirano a definire la mascella, correggere le occhiaie, ridurre le rughe (Botox) e contrastare la perdita di capelli.
BTX Bar e il nuovo modello di bellezza consapevole
BTX Bar fin dalla sua nascita nel 2021 ha sposato questa visione portando in Italia il suo mantra “You better”.
Una dichiarazione di intenti e di consapevolezza che propone ai pazienti una serie di protocolli di medicina estetica rigenerativa e correttiva, in cui il medico – in sinergia col paziente – diventa l’artefice di un programma di miglioramento progressivo e consapevole.
Il modello estetico di riferimento non è un filtro di TikTok o l’ultimo servizio fotografico del vip di riferimento, ma un’analisi scientifica delle problematiche o dei desiderata dei pazienti, rispetto ai quali lo specialista interviene in un’ottica migliorativa e preventiva.
«Da subito – spiega Camilla Di Pasquali, chirurgo plastico e Medical Founder di BTX Bar – una delle sfide è stata far capire che la medicina estetica non è quella che ci hanno raccontato, quella degli eccessi. Il nostro messaggio è “Vieni come sei”, attraverso un approccio che è sempre personalizzato, punta a valorizzare l’armonia e la naturalezza, non a rincorrere stereotipi e risultati standardizzati».
Numerosi studi scientifici confermano che la medicina estetica, se praticata in un’ottica funzionale e non mirata ad alimentare aspettative irrealistiche, migliora la percezione di sé ed il benessere psicologico.
In quest’ottica, regalare o regalarsi un trattamento non è una critica o un invito indelicato a cambiarsi i connotati, ma un pensiero ricercato da dedicare a chi si vuole bene.
C’erano una volta le 5 sorelle K che, insieme a una mamma-manager e a un team di chirurghi plastici, dermatologi, facialist ed esperti di marketing, hanno scritto — stagione dopo stagione — l’antologia illustrata di quasi tutti i beauty trend degli ultimi vent’anni.
Credibili, ma ancora meglio se incredibili, le loro avventure estetiche si sono trasformate in reality show, prodotti beauty, brand miliardari, relazioni iconiche, collezioni moda, red carpet, scoop da copertina, confessioni solenni e immancabili smentite. Il tutto rilanciato in loop da feed, streaming e rotocalchi, dove ogni sopracciglio diventa una “notizia” e ogni zigomo un “prima e dopo” da passare alla lente di ingrandimento.
Nel frattempo, generazioni di teenager e milioni di persone “normali”, che fanno uso della medicina estetica, hanno imparato una lezione sbagliata: che la medicina estetica sia una rincorsa ai trend. E che l’obiettivo sia “assomigliare a”. La verità è che sui social – soprattutto nell’universo Kardashian – dal reality al fantasy il passo è breve. E la medicina estetica è una pratica medica che andrebbe sempre approcciata con metodo e rigore scientifico.
Kendall Jenner e l’ennesima smentita
L’ultimo capitolo della saga arriva con Kendall Jenner, che a inizio 2026 ha negato pubblicamente di essersi sottoposta a interventi di chirurgia plastica al viso, specificando di aver fatto solo Baby Botox e trattamenti PRP. Ha anche puntato il dito contro i cosiddetti TikTok doctors che, analizzando foto e video, diagnosticano filler e lifting immaginari. Salvo poi dichiarare che il naso nel tempo le si sia ristretto da solo, grazie a un farmaco usato per l’acne.
Il problema non è se Kendall dica o no la verità. Il problema è continuare a prendere queste dichiarazioni come linee guida estetiche, contribuendo a diffondere disinformazione e standard tossici di bellezza, quando sono — nel migliore dei casi — ricerca di “hype” e nel peggiore marketing puro.
Vent’anni di ammissioni e smentite: breve storia non autorizzata delle sorelle Kardashian-Jenner
Per capire perché sia impossibile “stare al passo con le Kardashians”, basta guardare la timeline.
2010–2013 | L’età dell’innocenza (apparente) All’inizio di Keeping Up With the Kardashians, la linea ufficiale è semplice: «Non abbiamo fatto nulla». Kim attribuisce curve e lineamenti a genetica armena, palestra e lingerie modellante. In una puntata del 2011 arriva addirittura a mostrare una radiografia del suo lato B a conferma di non aver fatto il presunto Brazilian Butt Lift (grasso corporeo iniettato nelle natiche) che però da allora, man mano che la moda passa, si riduce. Kylie è “solo una teenager che cresce”. Kourtney incarna il minimalismo e l’austerità, dichiarando – sempre nella sesta stagione – di essersi pentita del seno rifatto a 22 anni. La medicina estetica è un tabù: c’è, ma non si nomina. Stagione dopo stagione, le immagini cambiano, i corpi pure. Ma la versione ufficiale resta “nature”.
2014–2016 | Il caso Kylie e la prima crepa nel sistema Nel 2015 Kylie Jenner ammette finalmente di aver fatto filler alle labbra, dopo anni di smentite categoriche. Racconta le sue insicurezze fin dall’adolescenza, il ragazzo di cui era innamorata che baciandola le aveva fatto notare il labbro sottile, il desiderio di sentirsi all’altezza. Per anni aveva attribuito il cambiamento a lip liner e overlining. La confessione arriva solo quando il trend è ormai esploso — e monetizzato grazie al suo brand Kylie Cosmetics.
2016–2018 | Kendall, la modella “naturale” Kendall Jenner diventa il volto della bellezza “clean”: smentisce (addirittura giurando su tutto ciò che ama) qualsiasi intervento chirurgico, dicendo che, da modella, rifarsi il viso sarebbe stato assurdo. Anni dopo, però, ammetterà l’uso di Baby Botox e trattamenti cutanei come il PRP, ridimensionando il concetto di “naturale”. Chirurgia no, medicina estetica e skincare sì. E come testimonial di brand beauty e apparecchiature wellness la sua carriera si impenna…
2019–2022 | L’era della semi-trasparenza Nel 2021Khloé Kardashian, dopo anni di smentite, conferma (a differenza di sua sorella Kendall) di aver fatto una rinoplastica, parlando con ironia e autoanalisi durante la reunion finale del reality. Kim, nello stesso periodo, ammette di aver fatto il suo primo filler alle guance (filler agli zigomi), rivelando di aver mentito per anni e inizia a distinguere con precisione la chirurgia plastica (sempre smentita) dai trattamenti di skincare e medicina estetica. Una lista della spesa per la sua “manutenzione estetica” che – rivelerà solo nel 2025 – le costa 1 milione di dollari all’anno. Il tutto dopo aver respinto, per 27 stagioni, le critiche di proporre modelli di bellezza irrealistici e irraggiungibili dichiarando la “semplice” ricetta: «No, ci alziamo, lavoriamo, ci alleniamo». Salvo poi dichiarare, tra il serio e il faceto al New York Times nel 2022 «Probabilmente mangerei merda se qualcuno mi dicesse: “Se mangi questa ciotola di cacca ogni singolo giorno, sembrerai più giovane”».
2022–2025 | La rincorsa delle sorelle K dai coming out estetici alla teoria del “terzo occhio” Kourtney parla apertamente di impianti al seno fatti da giovane e poi rimossi, raccontando una maturazione personale, al punto di non fare più il Botox da 4 anni per tenere aperto il suo terzo occhio. La “momager” Kris Jenner sfoggia nuovi lifting e ritocchi, confermandosi la più credibile del gruppo. Kylie, dopo 10 anni di negazionismo, confessa di essere ricorsa a 19 anni ad una mastoplastica additiva ma di essersene pentita. Nel frattempo, Kim nega una rinoplastica, ma il suo volto continua a cambiare in modo millimetrico e progressivo. Kendall conferma: niente chirurgia, solo baby Botox e PRP. E accusa i social e i medici-commentatori di creare danni psicologici ipotizzando interventi mai fatti.
La “trasparenza” delle sorelle è selettiva, i loro corpi sono argilla per rafforzare il personal brand da spingere in quel momento: abbigliamento, linee curvy, beauty, skincare, fino a improbabili fasce modellanti per il viso. Ultimo paradosso: la famiglia che ha costruito un impero sulla bellezza e l’osservazione ossessiva dei corpi ora chiede di smettere di analizzarli.
Qual è la lezione che ci portiamo a casa dopo 20 anni di Kardashian?
Il punto ovviamente non è demonizzare le Kardashian — che sono imprenditrici e storyteller impeccabili del proprio impero mediatico — ma smettere di usarle come parametro clinico ed esistenziale.
Può piacere o no, ma il loro corpo di fatto è un brand, una campagna permanente, un “prodotto” in costante aggiornamento. Pazienti che arrivano in ambulatorio chiedendo “la mascella di Kim” o “le labbra di Kylie versione 2018” come se fossero taglie di Zara, non vanno assecondatə ma guidati in un percorso di autoconsapevolezza.
La medicina estetica non nasce per inseguire standard irrealistici o trend che, per definizione, hanno una data di scadenza. Ma per promuovere un benessere psico-fisicoe valorizzare ogni paziente, senza cancellarne identità e connotati. Quando viene usata per “fermare il tempo” o replicare un modello mediatico illusorio o irrealistico, il risultato non è ringiovanimento, ma alienazione: un volto che non racconta più chi siamo, un percorso che non è più sano.
Non occorre “stare al passo con le Kardashian”, non servono manager o imbonitori, ma medici estetici e chirurghi plastici in grado di ascoltare veramente il paziente e accompagnarlo in un percorso di miglioramento autentico e consapevole, che a volte prevede anche dei “no” per le richieste che non rispettano questi presupposti.
E, per concludere, ecco un elenco di quello che abbiamo imparato (anche grazie alle Kardashian):
In foto e video, se azzecchi la combo luce, angolazione, trucco e parrucco, almeno dieci anni riesci a levarli pure al maestro Yoda.
Col filtro giusto puoi iscrivere a Miss Universo anche il tuo bulldog francese.
È vero che ci piace scrollarli, ma ammettiamolo: i prima e dopo bambin*/adult* dovrebbero essere vietati per legge.
I trend estetici durano meno di una stagione di Al passo con i Kardashian.
Un vuoto interiore non si riempie con un filler di acido ialuronico, ma con un percorso di analisi che arriva molto più in profondità dell’epidermide.
Confondere una pratica medica con un trend social è un errore. Sempre.
Il 2025 è stato il suo anno, ma nel 2026 è già diventato un evergreen: PRX T-33, il trattamento di biostimolazione profonda senza aghi, diventato “virale”in Italia grazie a Belen e Diletta Leotta.
Pochi minuti per un risultato “instant glow”: la pelle è più morbida e luminosa fin dalla prima seduta, con nessun arrossamento prolungato, nessuna desquamazione e zero downtime post trattamento. Motivo per cui le star lo hanno consacrato come il trattamento ideale subito prima di un evento, di un red carpet o di uno shooting.
Sembra incredibile ma, se integrato in un protocollo di skin quality, può fare ancora molto di più.
Che cos’è PRX-T33: la biostimolazione cutanea senza aghi
Punta di diamante tra i pro-age elixirs del BTX Bar, PRX-T33 non è un filler o Botox, ma un trattamento di biostimolazione cutanea topico che agisce in profondità con una miscela chimica innovativa: acido tricloroacetico (TCA) al 33 %, acido cogico e perossido di idrogeno (H2O2).
Scopriamo come l’interazione tra questi componenti abbia consacrato il successo di questo trattamento.
Acido tricloroacetico (TCA) La componente principale stimola i fibroblasti nel derma – le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina – promuovendo il rinnovamento cutaneo profondo senza danneggiare l’epidermide.
Perossido di idrogeno (H2O2) Modula l’azione del TCA permettendo alla formula di penetrare in profondità senza esfoliare visibilmente la pelle o causare irritazioni prolungate.
Acido cogico al 5% Migliora euniforma il tono cutaneo e riduce macchie pigmentate, grazie alla sua capacità di inibire la produzione di melanina.
Il risultato? Una pelle immediatamente più luminosa, compatta e tonica, con un effetto lifting naturale senza aghi, senza dolore e senza tempi di recupero e fermo sociale.
I vantaggi principali del PRX-T33
PRX T-33 è un protocollo molto evoluto di skincare che potenzia gli effetti di un peeling, elimina gli aghi e azzera i tempi di recupero post trattamento.
Sensazione di freschezza e luminosità visibili dalla prima seduta – senza desquamazione evidente o rossore prolungato.
Adatto a tutte le stagioni – a differenza dei peeling chimici tradizionali, non è fotosensibilizzante, quindi può essere eseguito anche durante i mesi estivi.
Nessun uso di aghi – ideale per chi desidera risultati pro-aging e di bio-rivitalizzazione senza tecniche invasive.
Effetto immediato – le sedute durano circa 10-15 minuti con ritorno immediato alle normali attività e zero segni subito dopo il trattamento.
Versatilità d’uso – dal viso a collo, décolleté e persino corpo per rughe sottili, perdita di tono e cicatrici leggere.
Il protocollo estetico consigliato da BTX Bar
Al BTX Bar, il trattamento PRX-T33 è parte integrante dei protocolli dedicati al miglioramento della skin quality, intesa non solo come luminosità immediata, ma come qualità strutturale e funzionale della pelle nel tempo. Accanto al suo noto effetto glow, PRX-T33 viene utilizzato come strumento di biostimolazione profonda, inserito in percorsi personalizzati studiati dai nostri medici estetici in base alle esigenze cutanee di ogni paziente.
Per il trattamento delle rughe sottili e della perdita di tono, il BTX Bar propone un protocollo combinato che associa PRX-T33 e SKINKÒe, strutturato in 3 sedute con cadenza di una ogni 3 settimane. L’obiettivo è ottenere un risultato progressivo, naturale e duraturo, che agisca sia in superficie sia nei livelli più profondi del derma.
Cos’è SKINKÒe e perché si abbina al PRX-T33
SKINKÒe è un trattamento di biostimolazione iniettiva a base di acido ialuronico libero e un complesso di oltre 50 elementi dermofunzionali (tra cui aminoacidi, vitamine e antiossidanti) formulato per riattivare i processi biologici della pelle. La sua azione è mirata a nutrire il derma dall’interno, stimolando i fibroblasti e migliorando elasticità, idratazione e compattezza cutanea, contrastando i segni dell’invecchiamento.
L’abbinamento con PRX-T33 è strategico e sinergico:
PRX-T33 agisce come biostimolante topico profondo, favorendo il rinnovamento cutaneo senza danneggiare l’epidermide.
SKINKÒe completa il trattamento lavorando dall’interno, potenziando la risposta biologica della pelle e sostenendo la produzione di collagene ed elastina.
Insieme, i due trattamenti permettono di intervenire su più livelli della cute, ottimizzando la qualità della pelle, attenuando le rughe fini e migliorando visibilmente luminosità e texture, senza modificare i volumi e mantenendo un risultato estremamente naturale.
I regali di Natale ti mettono ansia? Quest’anno la soluzione definitiva si chiama BTX Bar! L’unico conto alla rovescia che cancella lo stress e ti fa recuperare il tempo perduto…
Natale è alle porte: da una parte ci sono gli organizzati cronici, quelli che vivono di liste, excel e reminder già a ottobre. Dall’altra? I maratoneti della Vigilia, che buttano nel carrello sciarpe, guanti, tisane detox e cibarie gourmet sperando che — per magia — non finiscano nella tombola dei “regali di 💩”. (Spoiler: ci finiscono sempre).
NO STRESS, + GLOW: 10 idee regalo definitive per far felici tutti (tutto l’anno)
Se vuoi evitare il mental breakdown insieme al rischio di dare fondo al conto in banca con la frustrazione di non raggiungere mai il desiderato ‘”effetto wow” da parte dei tuoi cari, abbiamo realizzato una guida ai regali BTX Bar.
Si dice che è il pensiero che conta ma meglio se è pure quello giusto: con noi troverai la soluzione più cool e smart, per splendere e stupire con i nostri effetti speciali.… E ne abbiamo per tutti i budget! Perché sì, il Natale passa… ma le foto restano. E noi vogliamo che tu e le persone che ami brilliate in ogni scatto.
Con BTX Bar puoi sorprendere e fare felici tutti: la mamma skincare-addicted, il partner o il datore di lavoro con le occhiaie da chiusura bilancio, l’amica del cuore sempre alla ricerca dell’effetto glow, il collega perfezionista, la sorella che da quando ha partorito ha detto addio alla sua beauty routine. Per non parlare della nonna, che anche quest’anno aspetta indolente il solito libro di cucina. La sua espressione quando scarterà un regalo BTX sarà impagabile! Oppure tu…che meriti un premio. E nessuno sa meglio di te ciò di cui hai veramente bisogno.Ora non ti resta che scoprire che tipo di beauty lover vuoi soddisfare… e scegliere il regalo BTX Bar perfetto per ognuno di loro.
Le nostre 10 Idee regalo per risplendere tutto l’anno
Botox…Il classicone che non delude mai Non c’è (quasi) nulla che il Botox non possa risolvere. Non è un claim, ma un dato di fatto. Dal Baby Botox per prevenire i segni dell’invecchiamento, all’effetto levigante per fronte, collo e “foxy eyes”. Il Botox serve anche per mettere in pausa la sudorazione, il bruxismo o un sorriso gengivale. …Devi solo decidere chi sarà il fortunato! Budget: a partire da 299€. Scegli qui il tocco preferito.
Anti-Occhiaie Express – Il regalo per chi vive in modalità h24 Se vuoi dire alla persona cara che sai che per lei è stato un anno molto duro e insieme offrirle la soluzione definitiva, facile e indolore come bere un caffè. Puoi abbinarlo a una tisana detox e a un biglietto con scritto: “Meriti luce”. Garantito che ti ringrazierà anche senza biglietto. Via le borse e via le occhiaie…meglio che di ritorno da una vacanza alle Maldive. Budget: a partire da 129€. Scopri qui i trattamenti occhi.
Filler labbra…il nostro “masterpiece” Tutti le vogliono, ma nessuno lo sa. Perchè il “BTX touch” c’è ma non si vede. Sono le nostre labbra: uniche, personalizzate, un booster naturale di bellezza, armonia e tecniche estetiche per migliorare ogni sorriso e risolvere problematiche. Che si tratti di rimpolpare, definire, armonizzare i volumi, eliminare l’effetto “codice a barre” oppure un sorriso gengivale… BTX Bar è a prova di qualsiasi desiderio! (Spoiler: anche gli uomini se le rifanno) Budget: a partire da 189€. Scegli qui il tocco preferito.
Pro-age Elixirs…i migliori biorivitalizzanti per tutti i tipi di pelle Esiste un regalo veramente universale, che faccia contenti tutti dai 18 ai 100 anni? Al BTX Bar non abbiamo dubbi. Sono i nostri trattamenti skincare. Se non sei un ologramma, ma sei fatto di carne (pelle) e sangue, hai bisogno di idratarti. Abbiamo peeling, needling e biorivitalizzanti per ogni tipo di pelle ed esigenza. E Neauvia for men…è il nostro innovativo signature treatment per la cura della pelle maschile. Budget: a partire da 99€. Scegli qui il tocco preferito.
Morpheus8 – bye bye pelle flaccida… Il lifting corpo senza bisturi Anche detto la “fontana (laser) della giovinezza”, Morpheus8 è il trattamento dei desideri. Compatta, rassoda e rinnova combinando radiofrequenza e microneedling. Ideale per chi è alla ricerca di ringiovanimento e rimodellamento cutaneo naturale e progressivo per viso e corpo. …Un reset della pelle per dire addio alla gravità. Budget: a partire da 399€. Scoprilo qui.
BTX Box…Il nostro scrigno universale dei desideri (uomo, donna, non binary) Finalmente una box che non è “il solito pacco”, ma una coccola esclusiva e personalizzabile. Dentro trovi il nostro duo must-have per una skincare professionale: lip gloss all’arnica, arricchito da oli e burri vegetali di cocco, jojoba e karitè + siero viso, che combina idratazione profonda e azione levigante. La combo perfetta per idratare, volumizzare e brillare senza filtri. Inoltre puoi scegliere il packaging rosa, in puro stile BTX Bar, oppure nero – special edition. Budget: promo natalizia a 49,90€ (anziché 55,80€ ) Puoi acquistarla qui.
Gift Card…Un last minute che lascia il segno Vuoi avere o regalare la massima flessibilità nella scelta? Regala un BTX Coin: la Gift Card del BTX Bar, il nostro evergreen per rimettere indietro le lancette. Puoi scegliere tu l’importo da caricare, il formato (fisico o digitale) e il packaging. E con una piccola maggiorazione di prezzo, si trasforma in una splendidaluxury box, nelle varianti rosa o nera, dove puoi aggiungere il nostro gloss o siero. Budget: a partire da 50€ (fino a 500€) Puoi acquistarla qui.
Burrocacao Xmas Edition…Per labbra da mangiare (insieme al nostro Baby panettone) Vuoi unire un regalo gourmet insieme ad un balsamo labbra, pensato per proteggere e idratare le labbra anche sulla neve? Il nostro burrocacao Xmas edition è la vera strenna natalizia di quest’anno. Una spesa piccola piccola, per un regalo super wow. Budget: 8€. Compralo qui, prima che sia sold-out.
T-shirt Uomo/Donna/Unisex BTX Bar… Per essere unici e “bold” anche nel look Chi dice che il Botox sia fake, non conosce il nostro segreto: autenticità assoluta e zero tabù. Chi ama l’estetica “Stop Being Fake” e vuole esprimere il suo spirito BTX anche fuori dall’ambulatorio, non può perdersi la collezione streetwear BTX Bar di quest’anno. Una collezione 100% cotone e made in Italy, che è già iconica. Budget: in promo a partire da 22,90€ (fino a esaurimento scorte). Puoi scegliere qui la tua t-shirt.
Santo Botox…il profumatore auto che ti aiuta a trovare parcheggio La novità di Natale: è un santino, è un profumatore auto alla vaniglia, ma soprattutto è un amuleto che ti permetterà di evitare di invecchiare mentre cerchi parcheggio. È così bello che vorrai usarlo anche per gli addobbi dell’albero di Natale… (Disclaimer: il suo profumo può dare dipendenza). Budget: in promo natalizia a 3,90€ (perché a Natale siamo tutti più buoni). La trovi qui .
10 Buoni motivi per scegliere (e regalarti) un regalo BTX Bar
Esperienza su misura e personalizzata — Non un regalo standard, ma un percorso pensato, secondo standard medici, sulle esigenze di chi lo riceverà.
Beauty upgrade veloce, indolore, naturale e senza bisturi – BTX Bar promuove una bellezza autentica, non artificiale: ideale per chi vuole sentirsi bene con sé stesso, senza ostentare standard “fake” o innaturali. Inoltre tutti i trattamenti sono rapidi, minimamente invasivi, e senza tempi di recupero importanti.
Pensiero elegante e sofisticato — Non l’ennesima sciarpa o maglione, ma un gesto di cura, che dura nel tempo.
Versatile, adatto a tutti, per tutti i budget — Da chi ama la cura personale, a chi vuole un regalo discreto ma che faccia la differenza.
Emozione pura — Un regalo che unisce bellezza, fiducia e autostima: non solo un trattamento, ma un’esperienza.
Sicurezza + competenza – Ogni trattamento BTX Bar non è mai “solo una punturina”, ma comincia con una consulenza medica gratuita e prevede sempre un follow-up medico (per la tossina botulinica è incluso controllo a 14 giorni e, se serve, un ritocco).
Luxury come il nostro Patient Care – Al BTX Bar prendersi cura dei nostri Pazienti non è un lusso, ma una pratica quotidiana. Come il nostro Patient Care, un servizio disponibile 7/7 giorni (anche durante i festivi) tramite un canale whatsapp dedicato.
Risparmio e massima flessibilità nei pagamenti – Ogni acquisto è rateizzabile fino a 5 rate (prima rata a 30 gg dall’acquisto). Inoltre con noi puoi utilizzare i fringe benefit Edenred, Satispay e Coverflex. (Link a disclaimer sulle varie modalità di pagamento da inserire)
Made in Italy & qualità – La nostra skincare (e anche il merch) è prodotto in Italia con standard elevati. I prodotti iniettabili utilizzati per i trattamenti sono il top di gamma, certificati secondo standard internazionali, accuratamente selezionati dalla nostra Medical Director.
Ogni regalo che fai è anche un regalo per te: fin dal primo acquisto puoi accedere al nostro fidelity program registrandoti qui e inizi ad accumulare punti per te. Il nostro loyalty program è molto generoso, con vari premi e sorprese: a partire da 1000 punti hai un peeling omaggio e al raggiungimento dei 5000 un trattamento è totalmente gratuito.
Giovedì 27 novembre, negli spazi creativi delle IndustrieFluviali di Roma, BTX Cafè — il beauty talk del BTX Bar — ha portato in scena un episodio speciale e necessario: “Io rompo – Voci libere contro la violenza di genere”. Un appuntamento che ha trasformato la conversazione sulla violenza sulle donne in un confronto autentico, plurale e coraggioso; unendo arte, empowerment e cultura come fronte comune per generare consapevolezza e cambiamento sociale.
Qui il video integrale della quarta puntata:
Arti, cultura ed empowerment: quando la bellezza diventa strumento di cambiamento
Il BTX Cafè conferma la sua missione: usare temi cari alla medicina estetica — cura di sé, identità, corpo — come porta d’ingresso per parlare di attualità, vita reale, società e sicurezza delle donne.
In partnership con DonnexStrada, associazione impegnata sul fronte della prevenzione, della tutela e del supporto di chi è vittima di violenza, il talk ha affrontato la violenza di genere da prospettive diverse. In scena artiste, professioniste, attiviste, performer ed educatrici, che ogni giorno operano sul campo per rompere pregiudizi e stereotipi e proporre buone pratiche per contrastare la violenza di genere.
Un parterre di donne protagoniste del cambiamento
Moderato come di consueto dalla giornalista Laura Bastianetto, il BTX Cafè 4 ha creato un clima di ascolto, confronto e profondità, dando spazio alle storie e alle visioni delle ospiti, emozionando e coinvolgendo attivamente il pubblico presente all’incontro gratuito. Il risultato? Un racconto corale e dal respiro internazionale sul tema dell’identità, del ruolo e dei diritti del genere femminile che ha unito testimonianze, analisi dei dati, arti, medicina, diritti e cultura.
Le interviste di BTX Bar alle protagoniste della quarta puntata del BTX Cafè
Isabel Achaval – Giornalista e regista di Las Leonas
Con il suo documentario sulle donne migranti in Italia, Achaval ha portato all’attenzione la dimensione della dignità conquistata attraverso lo sport, la competizione sana e lo spirito di comunità.
Oggetto della discussione è stata anche l’altra sua docu-serie “Chi vuole parlare d’amore?” in cui due madri e registe – completamente all’oscuro della vita sentimentale e sessuale dei loro figli – hanno intervistato decine di adolescenti romani in un viaggio di scoperta tra generazioni, da sempre statutariamente non comunicanti.
«Tra i ragazzi abbiamo trovato il caos. Con un click hanno accesso a troppe informazioni, senza la padronanza di gestirle. L’impressione che abbiamo avuto – da adulti – è che i ragazzi abbiano paura dei sentimenti veri, dell’impegno, dell’amore. Anche gli amori tossici, lo stalkeraggio digitale, la dipendenza dalla pornografia vengono spesso pericolosamente normalizzati».
Irene De Cristofaro – Avvocata e legal advisor di DonnexStrada
L’avvocata e attivista di DonnexStarda ha riportato l’attenzione sulla distanza tra norme, statistica e vita reale, spiegando quanto sia urgente colmare il gender gap e rendere la sicurezza urbana e il supporto legale accessibili, rapidi e inclusivi per tutte e tutti.
«Parlando di dati, la violenza di genere può essere rappresentata come una specie di iceberg, la cui parte preponderante è proprio data da tutto ciò che è sommerso. Tutto quello che tu non puoi ancora registrare, che tu non puoi conoscere, che le persone non ti vogliono far conoscere, o non pensano di essere ancora in diritto o in dovere di farti conoscere. La totalità di questo iceberg è parte integrante della violenza di genere».
Lucero Velez Arrieta ha raccontato il suo percorso di “donna empoderada” (emancipata) dal Messico all’Italia che, attraverso la danza e la recitazione, ha trovato il coraggio e la forza per conquistare finalmente la sua voce.
«Per me quel mondo – insieme alla famiglia a cui appartenevo – non era mio. Non potevo leggere libri, giocare a calcio, cantare, ballare o indossare una gonna più corta. Io invece volevo seguire il mio istinto e diventare qualcuno. Ma soprattutto volevo sentirmi amata. Fu per questo che decisi di venire in Italia. Volevo un microfono. E me lo sono preso».
Letizia Nacci – Ballroom member
Attraverso la sua testimonianza ci ha portato nel mondo underground della ballroom culture, nata negli anni ’70 a New York, come spazio sicuro e di supporto – specialmente per gli afroamericani e i latini LGBTQ+ – offrendo un’alternativa alle famiglie biologiche che tendevano a rifiutarli.
L’intervento di Letizia conferma come anche una donna bianca e cisgender nel 2025 può avere la necessità di vivere la ballroom come spazio protetto di espressione e autodeterminazione. Da danzatrice e futura psicoterapeuta, Letizia racconta:
«Il fatto di essere una donna con un corpo, semplicemente, porta di per se stesso dei connotati negativi. Il corpo femminile viene ancora troppo spesso oggettificato, stigmatizzato. La ballroom mi ha dato il potere di decidere io come far percepire il mio corpo e quindi la mia identità sessuale alle persone. Ed essere acclamata per questo e non impaurita o in colpa è una grandissima forma di terapia».
Valeria Perdonò – Attrice, autrice, co-founder di AMLETA
L’attrice ed attivista del collettivo Amleta – nato per denunciare abusi e violenze nel mondo dello spettacolo a discapito delle artiste donne – ha portato la prospettiva del mondo dello spettacolo, dove stereotipi, ruoli imposti e le discriminazioni sono ancora radicati. E condizionano l’immaginario collettivo.
Per cambiare la cultura è necessario cambiare le storie che raccontiamo. «Vedere è potere. È importante domandarsi se i nostri desideri siano veramente liberi oppure se le narrazioni e le rappresentazioni non ci ingabbino in un’idea di noi che non è reale e non ci appartiene, andando a compromettere la nostra capacità di generare desiderio e di conseguenza di trasformare la realtà».
Giulietta Stirati – Professoressa di lettere al liceo Amaldi di Roma
In un momento in cui è acceso il dibattito sull’educazione sessuo-affettiva dei giovani, la Professoressa ha riportato il focus sulla scuola come primo presidio culturale. Si può fare “educazione sentimentale” anche nel liceo di una periferia difficile come Tor Bella Monaca, proponendo agli studenti dei “viaggi culturali” che vanno dai classici latini al cinema contemporaneo.
Attraverso le arti e la letteratura si può espandere il confine della conoscenza, ma anche toccare le coscienze e preparare un terreno fertile al confronto e alla crescita sana degli uomini e delle donne del futuro.
Le rivoluzioni si fanno anche attraverso la parola e il linguaggio:
«Attraverso il linguaggio noi donne abbiamo introiettato lo sguardo maschile. Occorre riconoscere che c’è una lingua che noi donne possiamo parlare e che però non abbiamo mai parlato, perché abbiamo sempre studiato e imparato la lingua degli uomini».
Camilla Di Pasquali – Medical Director & Founder BTX Bar
Camilla Di Pasquali ha riportato la discussione alla sua missione di chirurga plastica e medical director del BTX Bar: usare la cura di sé come forma di empowerment, mai come strumento di omologazione.
«Il pregiudizio regna sovrano anche nel mondo della medicina e della chirurgia. È un lavoro manuale, si fa con le mani, quindi una donna non lo sa fare. Ribaltare questi ed altri pregiudizi è il lavoro che facciamo anche al BTX Bar: vogliamo rovesciare lo stigma e far capire che la medicina estetica non è quella che ci hanno raccontato, quella degli eccessi. Il nostro messaggio è che vai bene come sei, da noi puoi venire esattamente come sei (in drag, cis o non binary). Il nostro compito è valorizzare quello che sei. Non quello che vorresti essere perché te l’hanno imposto».
Io rompo: episodio manifesto del BTX Bar
Questo quarto episodio del BTX Cafè ribadisce il suo valore di manifesto culturale per il BTX Bar. Rompendo il silenzio, attraverso una narrazione corale e il più possibile inclusiva, vuole rompere le narrazioni stereotipata della violenza di genere ma anche della bellezza.
BTX Bar conferma così il suo ruolo di laboratorio culturale contemporaneo, dove estetica e impegno sociale si incontrano, dando vita a conversazioni capaci di generare impatto reale nella comunità.
Una nuova linea Beauty lanciata dall’ennesima star hollywoodiana non sarebbe una grossa novità, se non fosse che l’attrice di Pretty little liarsShay Mitchell pochi giorni fa ha messo sul mercato Rini, una linea di skincare per bambini dai 3 ai 12 anni.
Il brand per ora si allinea al trend coreano delle sheet mask (le maschere monouso), cotone 100%, con ingredienti iper idratanti e lenitivi, adatti anche alle pelli delicate dei bambini.Il packaging, giocoso e immediatamente riconoscibile, richiama faccine di animali e un immaginario da asilo nido. La linea non si limita alle maschere: include già i primi prodotti make-up “kids friendly” e detergenti corpo, con numerosi nuovi lanci in arrivo – come anticipato da Shay Mitchell. Il filo conduttore dichiarato è chiaro: formule dolci, prive di ingredienti aggressivi o irritanti, pensate per rassicurare i genitori e trasformare la skincare in un rituale familiare e, soprattutto, commerciale.
Prendete il fiorente mercato Beauty, metteteci dentro concetti come “salute” e “benessere”, con aggiunta di abbondante “skincare coreana”, mescolate il tutto con il potente trigger “bambini”. Sembra la ricetta di una bomba di marketing. Ma per ora Rini ha raccolto solo una esplosione di critiche.
Rini (parola colloquiale coreana che significa “bambini”) – secondo le parole della sua founder Ray Mitchell – è ispirata dal desiderio delle sue figlie di “fare ‘quello che fa la mamma’ con le sue maschere per il viso” ed è “pensata per ispirare curiosità e sicurezza, promuovendo al contempo sane abitudini fin dalla tenera età“.
Altro disclaimer “Rini non riguarda la bellezza, ma la cura di sé. Insegna ai nostri figli che prendersi cura di sé stessi può essere divertente, delicato e sicuro”.
Tuttavia, a parte pochi commenti entusiastici, il pubblico social stavolta non si è “bevuto” la solfa della mamma imprenditrice che pensa al “bene” delle proprie figlie impacchettando k-beauty in un immaginario tutto panda e unicorni.
Molti utenti hanno paragonato questa trovata a un episodio di Black Mirror. La mamma influencer @just_chill_mama ha scritto semplicemente “Inorridita” sotto il post.
Un altro commentatore ha scritto: “Perché mai un bambino dovrebbe aver bisogno di prendersi cura di sé? E poi questi prodotti non hanno alcun effetto, quindi in pratica si fa pagare ai genitori un prodotto che non serve a nulla. Il messaggio che viene trasmesso alle bambine è che non dovrebbero invecchiare e che dovrebbero sembrare di non avere mai più di 8 anni. Questo è assolutamente sbagliato e dannoso per le bambine“. O ancora “Solo perché vogliono “fare quello che fa la mamma” non significa che dovrebbero”.
C’è anche chi si focalizza sul fatto che nella campagna pubblicitaria vengano rappresentate esclusivamente bambine, escludendo il pubblico maschile.
La sezione commenti, dopo giorni, è sempre aperta. A dimostrazione che il motto di Dorian Gray “Nel bene o nel male purchè se ne parli” è anche la prima regola del marketing e dello show-business. Ma, scorrendo, si vedono quasi esclusivamente commenti negativi. Tanto che un utente ha scritto: “La sezione commenti mi ha restituito fiducia nell’umanità“.
Age Anxiety: la mamma sa sempre cosa è meglio per suo figlio?
A parte Shay Mitchell e i co-founder di questo brand, sembrerebbe di sì. Già l’anno scorso il web era insorto contro il fenomeno dei “Sephora Kids”: bambini e preadolescenti tra gli 8 e i 12 anni, che acquistano e utilizzano prodotti di skincare pensati per adulti, copiando la logica multistep della K-beauty coreana, diventata celebre per l’obiettivo della glass skin, cioè una pelle dall’aspetto liscio, levigato e quasi trasparente.
La stessa Kim Kardashan ha un profilo Tik Tok condiviso con la figlia North West di 11 anni – con il disclaimer “managed by an adult” – e sul quale già nel febbraio 2023 era stato pubblicato un video in cui la bambina mostrava la sua routine di cura della pelle e trucco ai suoi 19 milioni di follower.
Il problema è che molti di questi giovanissimi utilizzano senza controllo prodotti che contengono ingredienti attivi formulati per pelli mature, come:
AHA (alfa-idrossiacidi) e BHA (beta-idrossiacidi): acidi esfolianti che rimuovono lo strato superficiale della pelle, utili negli adulti ma troppo irritanti per la pelle infantile.
Vitamina A e suoi derivati (retinoidi/retinolo): potenti stimolatori del rinnovamento cellulare, efficaci contro rughe e acne, ma inadeguati per un bambino.
Vitamina C ad alta concentrazione: antiossidante molto attivo, può risultare sensibilizzante e provocare reazioni cutanee.
Bambini e preadolescenti, spinti da tutorial sui social, da influencer o dal desiderio di “giocare ai grandi”, provano anche miscele fai da te (ad esempio combinando acidi o sieri diversi senza criterio), con l’idea di ottenere una pelle perfetta.
Questo può provocare danni reali alla barriera cutanea, con conseguenze dermatologiche come: arrossamenti persistenti e pelle che brucia, irritazioni e prurito, eruzioni cutanee, allergie da contatto, dermatiti e sensibilizzazione della pelle nel lungo periodo. In alcuni casi, i dermatologi segnalano addirittura cicatrici o iperpigmentazioni post-infiammatorie.
Ai danni tangibili, si aggiungono quelli psicologici: l’age-anxiety, l’ansia di invecchiare (come per Dorian Gray, il personaggio dell’omonimo romanzo ossessionato dall’idea di invecchiare), che già spinge gli adulti a condotte estreme, viene traslata ai giovanissimi, con una presenza incontrollata di “teen beauty influencer” che propongono ai loro coetanei tutorial sulla “perfetta” beauty-routine anti-invecchiamento.
Rini: il parere dei medici statunitensi
Rini sembrerebbe nata per smarcare le critiche sugli ingredienti, proponendo una linea cosmetica “pensata” per i bambini, ma ha sollevato l’allarme anche da parte degli esperti. Le critiche principali, da parte dei dermatologi statunitensi che hanno analizzato i componenti della linea di skincare per bambini, riguardano il rischio che questi prodotti beauty commercializzati come “delicati” introducano in realtà un eccesso di ingredienti non necessari, potenzialmente in grado di danneggiare la barriera cutanea dei bambini, favorendo irritazioni e allergie a lungo termine.
Sul New York Post la dermatologa Sandy Skotnicki, autrice di “Beyond Soap” e co-conduttrice del podcast ” Skin to It “, ha sollevato dei dubbi dopo aver esaminato l’elenco degli ingredienti:
La pelle dei bambini è biologicamente diversa: tra i 3 e i 5 anni è più sottile, più permeabile e meno protetta rispetto a quella degli adolescenti e degli adulti, quindi più vulnerabile agli agenti esterni.
Rischio di sovraccarico chimico: secondo la dermatologa statunitense, l’INCI esaminato conterrebbe circa 68 ingredienti, un numero considerato eccessivo per una pelle in fase di sviluppo.
Possibile compromissione della barriera cutanea: la pelle dei bambini ha il compito di trattenere l’umidità e respingere gli irritanti; l’uso di troppi ingredienti può degradarne la funzione di protezione, aprendo la strada a irritazioni e sensibilizzazioni.
Aumento dei rischi dermatologici: Skotnicki segnala la crescente comparsa nei bambini di allergie da contatto permanenti, arrossamenti, bruciore, prurito, sfoghi cutanei e sensibilità croniche, attribuibili alle skincare complesse e non necessarie.
Non adatta alla giovane età: la dermatologa definisce la formula “non adatta alla pelle giovane” proprio per la quantità e la varietà degli ingredienti, non giustificabile in una routine infantile.
Skincare infantile: le raccomandazioni dei medici del BTX Bar
D’accordo con queste indicazioni è anche secondo la Dott.ssa Camilla Di Pasquali, medical founder di BTX Bar. La cura della pelle infantile dovrebbe restare minima, protettiva e non orientata alla performance estetica.
Per una corretta cura della pelle in età prescolare consiglia:
Sì a detergenti delicati e senza profumo, per ridurre rischio di allergie e dermatiti.
Nei periodi freddi, usare creme barriera o lenitive sulle zone più esposte per evitare danni da gelo e vento.
In estate, utilizzare una protezione solare adeguata, unico vero prodotto “indispensabile” insieme al detergente.
La pelle infantile produce sebo in modo fisiologicamente equilibrato, dunque una “skincare” dovrebbe limitarsi a mantenere l’equilibrio cutaneo senza introdurre attivi complessi o superflui.
No a prodotti ricchi di ingredienti, profumazioni o attivi esfolianti (AHA, BHA, retinoidi, vitamina C ad alta concentrazione)
Concludendo, la pelle di un bambino è naturalmente “progettata” per restare morbida e ben idratata: il film idrolipidico, ancora integro e ricco, svolge già una funzione protettiva molto efficace. Per questo, salvo indicazioni dermatologiche, non ha bisogno di routine elaborate né di attivi cosmetici pensati per problemi tipici dell’età adulta. A volte, il miglior gesto di cura è semplicemente non interferire con i processi naturali.
“Giocare a fare gli adulti”, per molti adulti di oggi, è stato il primo gesto di trasgressione: mettere il rossetto di nascosto, rubare la trousse di mamma, indossare scarpe con tacchi troppo grandi. Era un gioco, appunto, un modo per esplorare i confini dell’età adulta senza doverli davvero abitare. Oggi, però, il rischio è diverso: non si tratta più solo di imitare, ma di chiedere ai bambini di seguire realmente le stesse routine e gli stessi rituali estetici dei grandi. E mentre il gioco fa crescere, la pressione ad adeguarsi può danneggi proprio a ciò che dovrebbe essere protetto: l’infanzia, con i suoi tempi, la sua pelle e la sua bellezza che non ha bisogno di filtri.
Dopo il debutto di giugno, BTX Cafè torna con il suo appuntamento più intimo e speciale. Giovedì 18 settembre, BTX Bar® porta il suo format nel palinsesto ufficiale della Milano Beauty Week, trasformando l’ambulatorio di medicina estetica ancora una volta in uno spazio culturale e di confronto, ospitando la seconda tappa del format gratuito e inclusivo che mette al centro bellezza, identità e libertà.
L’estetica dell’imperfezione
Il tema di questo secondo episodio è un vero e proprio excursus storico e culturale: una panoramica sull’evoluzione dei canoni di bellezza attraverso decenni di make-up, estetica e medicina estetica. Ciò che un tempo era percepito come un difetto oggi può diventare un tratto unico, autentico e distintivo.
La bellezza, infatti, non nasce dall’assenza di segni, ma dalla capacità di trasformarli in linguaggio, identità e memoria. Frammenti che si ricompongono, come nell’antica tecnica giapponese del kintsugi, diventando qualcosa di unico e prezioso.
Come sottolinea la Dott.ssa Camilla Di Pasquali, Founder e Medical Director di BTX Bar:
“Nella medicina estetica si parla di perfezione quando vengono eseguiti tutti i criteri scientifici per raggiungere un’armonia del volto. Io credo fortemente, però, che è proprio nell’imperfezione che si trova quel quid capace di dare al volto una bellezza autentica e un valore artistico.”
Gli ospiti dell’ episodio
Ad accompagnare il pubblico in questo percorso saranno voci e esperienze diverse, tutte unite dalla stessa visione inclusiva della bellezza:
Ida Montanari – Icona del make-up italiano, truccatrice storica dal 1966, ha lavorato con celebrità nazionali e internazionali. Fondatrice di una Accademia e di una società di servizi per lo spettacolo che portano il suo nome. È una vera pioniera nel mondo del beauty.
Luca Buttiglieri – Make-up artist e creator che trasforma il make-up in libertà ed espressione, ispirando migliaia di persone e promuovendo una cultura beauty inclusiva che celebra anche il make-up maschile.
Adriana Bazgan – Beauty creator e voce della skin positivity, ispira migliaia di persone mostrando con orgoglio la vitiligine e promuovendo una bellezza autentica, inclusiva e senza filtri.
Dott.ssa Camilla Di Pasquali – Founder e Medical Director di BTX Bar, che unisce rigore scientifico e sensibilità artistica per sottolineare come la bellezza autentica nasca dall’equilibrio tra armonia e imperfezione.
BTX Café: un ambulatorio che diventa spazio culturale
Con BTX Cafè, BTX Bar ribalta l’immaginario della medicina estetica, trasformando lo studio medico in luogo aperto e partecipato, dove la bellezza non è un ideale da rincorrere, ma una possibilità di cura, espressione e libertà.
Un recente articolo del New York Postparla per la prima volta del fenomeno della “filler blindness”. Ovvero quella “cecità” psicologica da parte di chi si sottopone a trattamenti estetici ripetuti, perdendo progressivamente la capacità di percepire i cambiamenti del proprio volto, normalizzando proporzioni esagerate e continuando a richiedere ritocchi sempre maggiori, con un progressivo distacco tra sé e la propria immagine mentale reale.
“Love Island Face”: il trend che allarma gli esperti
Il ‘caso’ è esploso, a livello mediatico, dopo la messa in onda della 7a edizione di Love Island USA, il dating show dove un gruppo di single, isolato in una villa da sogno senza orologi, è costretto a “ri-accoppiarsi” ad ogni puntata al fine di formare la coppia vincitrice del premio finale.
Quest’anno a catalizzare l’attenzione sono stati i volti dei concorrenti: fronti “congelate” dal Botox, labbra a canotto, mascelle affilate come rasoi. Un nuovo canone estetico di “overdose da filler” replicato sulle facce di ogni concorrente, al punto di renderli simili come un copia-incolla.
In USA i media hanno coniato il termine “Love Island Face” per descrivere questa tendenza di molta Gen Z (la prima nata nel boom della medicina e chirurgia estetica di massa): una generazione cresciuta coi selfie e la tendenza a rendere il proprio volto sempre più simile a un filtro Instagram, con esiti estetici spesso controproducenti nella vita reale.
Secondo la Dottoressa Angela Sturm, chirurgo plastico facciale, il “look da villa” (la villa in cui si svolge il reality) è saturo di filler.
Secondo lei, i protagonisti del dating show “sembrano già più vecchi della loro età e continueremo a vedere la migrazione dei filler e questo fenomeno di ‘filler blindness’“.
L’effetto di questi eccessi, secondo molti esperti, è controproducente a livello estetico: “È come il trucco. Certi look possono sembrare ok in foto, ma non naturali dal vivo o in video“, ha commentato Sturm.
Mi piaccio davvero così o è solo un effetto dell’algoritmo?
Andare dal medico chirurgo estetico per diventare la replica di un volto di tendenza.
Da cosa origina questa necessità? Secondo gli psicologi si tratta di una scorciatoia per la vera accettazione di sé: la ricerca di sicurezza percepita dalla nostra cultura attraverso il conformismo.
Gli algoritmi sui social ci propongono sempre gli stessi volti, creando quello che gli psicologi chiamano ‘effetto di mera esposizione’ (mere exposure effect). A un certo punto, iniziamo a preferire ciò che vediamo più spesso.
A livello sociologico, questa tendenza racconta anche il tentativo di controllo delle nuove generazioni, spaventate da uno scenario incerto e in continuo cambiamento.
Per i giovani che affrontano l’instabilità economica, l’ansia climatica e il caos politico, l’ambulatorio di medicina estetica può sembrare l’unico posto in cui il risultato desiderato è garantito.
Verso un ritorno alla “bellezza al naturale”
Ma ogni tendenza, ciclicamente, fa posto a una contro-tendenza.
Anche in America, ci sono nuove generazioni di pazienti che ricercano dalla medicina estetica degli effetti più naturali. Il “ritocco” che non si vede, ma che rende l’aspetto più armonico e lavora in maniera preventiva sulla qualità della pelle, in un’ottica pro-aging.
“Penso che stiamo entrando in un’era di trasparenza, di inversione dei filler, soprattutto per labbra e guance” – ha recentemente commentato al New York Post la Dottoressa Lanna Cheuck . “L’industria si sta davvero orientando verso procedure più naturali e rigenerative“.
“You. Better”: il metodo BTX Bar
Noi di BTX Bar Italia preferiamo leggere questo dato non semplicemente come un trend, che per una volta ci sentiamo di sposare, ma come il segno concreto che i pazienti stanno diventando sempre più consapevoli, critici e informati rispetto al settore della medicina estetica.
Ci si può “rifare” senza essere “strafatti”. Perché – come ripetiamo sempre – per noi il miglior risultato estetico è quello che c’è, ma non si vede.
Nel 2025 la richiesta di trattamenti di medicina estetica in Italia continua a crescere a un ritmo sostenuto. Parallelamente all’aumento crescente della domanda, le autorità italiane stanno intensificando i controlli per contrastare la diffusione di farmaci, prodotti e dispositivi medici non conformi e provenienti dal mercato nero.
Solo nei primi mesi del 2025, la Guardia di Finanza e i Carabinieri dei NAS hanno effettuato più di 1.160 controlli su centri estetici e studi medici estetici, sequestrando prodotti e dispositivi per un valore complessivo di oltre 3,5 milioni di euro. Sono state chiuse 14 strutture abusive e contestate 156 violazioni amministrative, con 104 denunce per esercizio abusivo della professione e l’utilizzo di prodotti scaduti o contraffatti.
Il paziente ha bisogno sempre più di tutelarsi – talvolta anche dall’utilizzo improprio dei social – attraverso una cultura della consapevolezza e del rispetto rigoroso delle normative, al fine di salvaguardare l’efficacia dei trattamenti. E, quel che più conta, per tutelare in primis la propria salute.
Abbiamo sottoposto questi temi alla Dott.ssa Camilla Di Pasquali, Medical Director di BTX Bar Italia, che ci ha aiutato a capire come orientarsi, quali sono i pericoli più concreti e come tutelarsi.
“Ci sono tantissimi canali di vendita di prodotti per medicina estetica non controllati – spiega Camilla Di Pasquali – spesso provenienti dal mercato nero cinese o asiatico. Questi prodotti non hanno il marchio CE e spesso, anche a un primo sguardo, si notano piccole differenze rispetto ai prodotti originali europei, errori sull’etichetta o sulla grafica, molto simili ai prodotti contraffatti, come accade per le borse griffate”.
Canali di vendita non sicuri e prodotti contraffatti: un rischio nascosto
Non mancano poi account Instagram che vendono questi prodotti in modo fraudolento, utilizzando nomi e riferimenti di cliniche o brand ufficiali. “All’inizio anche noi siamo stati vittime di una truffa simile: una persona si era localizzata come BTX Bar in Via Sicilia 54 (la nostra sede di Roma) vendendo prodotti di medicina estetica falsi e usando il nostro nome come garanzia. È una pratica fraudolenta molto pericolosa, che truffa i pazienti”.
Pericoli per la salute: dalla contaminazione batterica alla tossicità
Uno dei principali problemi derivanti dall’utilizzo di prodotti non certificati è la mancanza di controlli sanitari e di qualità: “I rischi includono contaminazioni batteriche o altre sostanze tossiche che possono causare reazioni gravi nell’organismo. ”
La garanzia di provenienza, per ogni trattamento di medicina estetica realizzato presso un ambulatorio BTX Bar, è fornita dalla nostra “Beauty card”: una vera e propria carta di identità dei prodotti usati, che dimostra l’originalità, la provenienza e la sicurezza del farmaco.
I prodotti sicuri arrivano solo da aziende autorizzate o da farmacie certificate, e sono scelti in base a qualità comprovata e supportata da solidi studi scientifici. “Gli studi devono essere letti in modo critico per verificare la validità e la robustezza delle evidenze scientifiche”, sottolinea Di Pasquali.
I rischi specifici dei filler e dei materiali non dichiarati
La Dott.ssa Di Pasquali chiarisce quali sono i rischi derivanti dall’uso di prodotti non legittimi: “Può accadere che al posto di un filler a base di acido ialuronico ci sia silicone, più economico ma molto più pericoloso. Una pratica illegale che può causare embolie gravi, infezioni croniche, migrazioni del materiale nel tessuto e danni anche a lungo termine ai vasi linfatici”.Anche se il prodotto è a base di acido ialuronico, senza controlli e garanzie sulla sterilità, ci possono essere gravi rischi infettivi, poiché l’acido ialuronico costituisce un ottimo terreno di crescita batterica se contaminato. Inoltre, la presenza di contaminanti o residui di lavorazione può scatenare reazioni allergiche o problemi di tossicità.
Come verificare l’autenticità dei prodotti e la professionalità del centro estetico
“Purtroppo i pazienti hanno pochi strumenti per difendersi e per riconoscere se il prodotto che ricevono sia conforme alle normative italiane ed europee. L’unica via sicura è rivolgersi a strutture certificate, che si riforniscano direttamente dalle case produttrici o da farmacie italiane, perché in questo modo si ha la certezza della qualità e della sicurezza.”Un altro aspetto è legato alla professionalità degli operatori: chi non è medico difficilmente può accedere ai canali ufficiali di rifornimento, ed è più probabile che si approvvigioni di prodotti non autorizzati o contraffatti.
BTX Bar Italia continua a lavorare per una corretta informazione e una medicina estetica di qualità, etica e trasparente.
Per questo invitiamo tutti i pazienti a informarsi accuratamente e affidarsi solo a centri medici certificati e autorizzati, che utilizzino prodotti originali, tracciabili e controllati in ogni fase, seguendo protocolli di sicurezza rigorosi.
Evitare acquisti al di fuori dei canali legali, quali siti web, piattaforme di e-commerce, palestre e/o centri estetici.
Richiedere documentazione e certificati di conformità per ogni trattamento.
Verificare sempre che il prodotto utilizzato abbia regolare autorizzazione sul sito AIFA o EMA.
Seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e segnalare tempestivamente eventuali reazioni avverse.
In caso di complicanze importanti, il tempismo è fondamentale. Non esitare a recarsi in pronto soccorso, se l’assistenza fornita dal medico (o sedicente tale) non è adeguata.
La sicurezza in medicina estetica non è un optional, ma un diritto irrinunciabile e una condizione indispensabile per risultati duraturi e privi di rischi.
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