C’erano una volta le 5 sorelle K che, insieme a una mamma-manager e a un team di chirurghi plastici, dermatologi, facialist ed esperti di marketing, hanno scritto — stagione dopo stagione — l’antologia illustrata di quasi tutti i beauty trend degli ultimi vent’anni.
Credibili, ma ancora meglio se incredibili, le loro avventure estetiche si sono trasformate in reality show, prodotti beauty, brand miliardari, relazioni iconiche, collezioni moda, red carpet, scoop da copertina, confessioni solenni e immancabili smentite.
Il tutto rilanciato in loop da feed, streaming e rotocalchi, dove ogni sopracciglio diventa una “notizia” e ogni zigomo un “prima e dopo” da passare alla lente di ingrandimento.
Nel frattempo, generazioni di teenager e milioni di persone “normali”, che fanno uso della medicina estetica, hanno imparato una lezione sbagliata: che la medicina estetica sia una rincorsa ai trend. E che l’obiettivo sia “assomigliare a”.
La verità è che sui social – soprattutto nell’universo Kardashian – dal reality al fantasy il passo è breve. E la medicina estetica è una pratica medica che andrebbe sempre approcciata con metodo e rigore scientifico.
Kendall Jenner e l’ennesima smentita
L’ultimo capitolo della saga arriva con Kendall Jenner, che a inizio 2026 ha negato pubblicamente di essersi sottoposta a interventi di chirurgia plastica al viso, specificando di aver fatto solo Baby Botox e trattamenti PRP. Ha anche puntato il dito contro i cosiddetti TikTok doctors che, analizzando foto e video, diagnosticano filler e lifting immaginari. Salvo poi dichiarare che il naso nel tempo le si sia ristretto da solo, grazie a un farmaco usato per l’acne.
Il problema non è se Kendall dica o no la verità.
Il problema è continuare a prendere queste dichiarazioni come linee guida estetiche, contribuendo a diffondere disinformazione e standard tossici di bellezza, quando sono — nel migliore dei casi — ricerca di “hype” e nel peggiore marketing puro.
Vent’anni di ammissioni e smentite: breve storia non autorizzata delle sorelle Kardashian-Jenner
Per capire perché sia impossibile “stare al passo con le Kardashians”, basta guardare la timeline.
2010–2013 | L’età dell’innocenza (apparente)
All’inizio di Keeping Up With the Kardashians, la linea ufficiale è semplice: «Non abbiamo fatto nulla».
Kim attribuisce curve e lineamenti a genetica armena, palestra e lingerie modellante. In una puntata del 2011 arriva addirittura a mostrare una radiografia del suo lato B a conferma di non aver fatto il presunto Brazilian Butt Lift (grasso corporeo iniettato nelle natiche) che però da allora, man mano che la moda passa, si riduce. Kylie è “solo una teenager che cresce”. Kourtney incarna il minimalismo e l’austerità, dichiarando – sempre nella sesta stagione – di essersi pentita del seno rifatto a 22 anni.
La medicina estetica è un tabù: c’è, ma non si nomina.
Stagione dopo stagione, le immagini cambiano, i corpi pure. Ma la versione ufficiale resta “nature”.
2014–2016 | Il caso Kylie e la prima crepa nel sistema
Nel 2015 Kylie Jenner ammette finalmente di aver fatto filler alle labbra, dopo anni di smentite categoriche. Racconta le sue insicurezze fin dall’adolescenza, il ragazzo di cui era innamorata che baciandola le aveva fatto notare il labbro sottile, il desiderio di sentirsi all’altezza.
Per anni aveva attribuito il cambiamento a lip liner e overlining.
La confessione arriva solo quando il trend è ormai esploso — e monetizzato grazie al suo brand Kylie Cosmetics.
2016–2018 | Kendall, la modella “naturale”
Kendall Jenner diventa il volto della bellezza “clean”: smentisce (addirittura giurando su tutto ciò che ama) qualsiasi intervento chirurgico, dicendo che, da modella, rifarsi il viso sarebbe stato assurdo.
Anni dopo, però, ammetterà l’uso di Baby Botox e trattamenti cutanei come il PRP, ridimensionando il concetto di “naturale”.
Chirurgia no, medicina estetica e skincare sì. E come testimonial di brand beauty e apparecchiature wellness la sua carriera si impenna…
2019–2022 | L’era della semi-trasparenza
Nel 2021Khloé Kardashian, dopo anni di smentite, conferma (a differenza di sua sorella Kendall) di aver fatto una rinoplastica, parlando con ironia e autoanalisi durante la reunion finale del reality.
Kim, nello stesso periodo, ammette di aver fatto il suo primo filler alle guance (filler agli zigomi), rivelando di aver mentito per anni e inizia a distinguere con precisione la chirurgia plastica (sempre smentita) dai trattamenti di skincare e medicina estetica.
Una lista della spesa per la sua “manutenzione estetica” che – rivelerà solo nel 2025 – le costa 1 milione di dollari all’anno.
Il tutto dopo aver respinto, per 27 stagioni, le critiche di proporre modelli di bellezza irrealistici e irraggiungibili dichiarando la “semplice” ricetta: «No, ci alziamo, lavoriamo, ci alleniamo». Salvo poi dichiarare, tra il serio e il faceto al New York Times nel 2022 «Probabilmente mangerei merda se qualcuno mi dicesse: “Se mangi questa ciotola di cacca ogni singolo giorno, sembrerai più giovane”».
2022–2025 | La rincorsa delle sorelle K dai coming out estetici alla teoria del “terzo occhio”
Kourtney parla apertamente di impianti al seno fatti da giovane e poi rimossi, raccontando una maturazione personale, al punto di non fare più il Botox da 4 anni per tenere aperto il suo terzo occhio.
La “momager” Kris Jenner sfoggia nuovi lifting e ritocchi, confermandosi la più credibile del gruppo.
Kylie, dopo 10 anni di negazionismo, confessa di essere ricorsa a 19 anni ad una mastoplastica additiva ma di essersene pentita.
Nel frattempo, Kim nega una rinoplastica, ma il suo volto continua a cambiare in modo millimetrico e progressivo.
Kendall conferma: niente chirurgia, solo baby Botox e PRP. E accusa i social e i medici-commentatori di creare danni psicologici ipotizzando interventi mai fatti.
La “trasparenza” delle sorelle è selettiva, i loro corpi sono argilla per rafforzare il personal brand da spingere in quel momento: abbigliamento, linee curvy, beauty, skincare, fino a improbabili fasce modellanti per il viso.
Ultimo paradosso: la famiglia che ha costruito un impero sulla bellezza e l’osservazione ossessiva dei corpi ora chiede di smettere di analizzarli.





Qual è la lezione che ci portiamo a casa dopo 20 anni di Kardashian?
Il punto ovviamente non è demonizzare le Kardashian — che sono imprenditrici e storyteller impeccabili del proprio impero mediatico — ma smettere di usarle come parametro clinico ed esistenziale.
Può piacere o no, ma il loro corpo di fatto è un brand, una campagna permanente, un “prodotto” in costante aggiornamento. Pazienti che arrivano in ambulatorio chiedendo “la mascella di Kim” o “le labbra di Kylie versione 2018” come se fossero taglie di Zara, non vanno assecondatə ma guidati in un percorso di autoconsapevolezza.
La medicina estetica non nasce per inseguire standard irrealistici o trend che, per definizione, hanno una data di scadenza. Ma per promuovere un benessere psico-fisico e valorizzare ogni paziente, senza cancellarne identità e connotati. Quando viene usata per “fermare il tempo” o replicare un modello mediatico illusorio o irrealistico, il risultato non è ringiovanimento, ma alienazione: un volto che non racconta più chi siamo, un percorso che non è più sano.
Non occorre “stare al passo con le Kardashian”, non servono manager o imbonitori, ma medici estetici e chirurghi plastici in grado di ascoltare veramente il paziente e accompagnarlo in un percorso di miglioramento autentico e consapevole, che a volte prevede anche dei “no” per le richieste che non rispettano questi presupposti.
E, per concludere, ecco un elenco di quello che abbiamo imparato (anche grazie alle Kardashian):
- In foto e video, se azzecchi la combo luce, angolazione, trucco e parrucco, almeno dieci anni riesci a levarli pure al maestro Yoda.
- Col filtro giusto puoi iscrivere a Miss Universo anche il tuo bulldog francese.
- È vero che ci piace scrollarli, ma ammettiamolo: i prima e dopo bambin*/adult* dovrebbero essere vietati per legge.
- I trend estetici durano meno di una stagione di Al passo con i Kardashian.
- Un vuoto interiore non si riempie con un filler di acido ialuronico, ma con un percorso di analisi che arriva molto più in profondità dell’epidermide.
- Confondere una pratica medica con un trend social è un errore. Sempre.
- E soprattutto… Never trust The Kardashians!


